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Fedefede [ sono nata per curiosità ]
 








Sto leggendo
Non pensare all'elefante


Sto facendo
campagne elettorali

Ho in testa...

caffellatte e sveglia che non suona

Vorrei
stare a villa borghese con un cane al guinzaglio



20 marzo 2009


Un ritorno dedicato a quelli per...

Il ritorno arriva.
Per scelta, per caso, per mancanza di altro, per malinconia, per allegria e rimpatriata.
Questa, stasera, qui è una rimpatriata. Non di quelle tipo Verdone in "Compagni di scuola", meno triste e meno sfuggente.

Il ritorno arriva.
Di sorpresa, accompagnato da una frase ad effetto, con un'espressione strana, portandosi una dedica e un augurio. Questa sera, qui, si porta dietro una dedica. Non di quelle con tanto affetto scritte nella prima pagina del libro, da quell'autore biondo, slavato, televisivo ce vune ebelle a tutte le sare e le merie di sto mondo.

Il ritorno arriva con una dedica a quelli per cui...

Un ritorno dedicato a quelli per cui gli ostacoli non ci sono mai, e si buttano a capifitto nelle cose.
Un ritorno dedicato a quelli per cui le sfide, le prospettive, le cose spostate al futuro sembrano smepre miracoli in cui buttarsi, e ci resti male se per tutti tutti non è così.
Un ritorno dedicato a quelli per cui le lenti a contatto sono rosa, e quando se le levano vanno a dormire.
Un ritorno dedicato a quelli per cui io io io, un'egocentrismo perenne e poi ti sembra di essere tanto sensibile, ma se poi non è così....

Un ritorno dedicato a me. Per la dimostrazione di oggi. è passato un anno, ma la smania è la stessa.


10 aprile 2008


una casa al mare

Da oggi mi trovate nella mia casa al mare.
Avevo bisogno di aria fresca iodata.
Eccola qui.





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18 dicembre 2007


Violet Violence

Non sono sempre gentile.
Non sono sempre preparata.
Non sono sempre sorridente.
Non sono.

A volte è un brontolio, un rumore viscerale, sordo, costante, leggero, tortuoso.
Nero, giallo, viola.

 A volte è un brontolio, rumoroso, fastidioso, grugnito, un grido in testa che non so perchè, non so da dove viene.
Ma da qualche parte nesce.

In fondo c'è un lago.
Viola, violento, quieto.
Sta là. Aspetta o muore?




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14 novembre 2007


Donna di strada

 
Qua sotto di donne di strada ce ne stanno tre.
Non desidero essere la quarta, o meglio si, ma in un altro senso.
Comprerò quel fantastico pitone rosa, il cappotto alla femminista impenitente, gliocchiali con la montatura di corno spessa, marrone e retrò.
e con una sigaretta (Mon Diè, ho smesso!) passeggerò e, soprattutto, domanderò.
Devo camiffarmi perchè se no non vale, lo stile conta. Soprattutto quando devo capire cose che succedono nella via sotto il mio ufficio:
1) perchè il gel ha un rapporto direttamente proporziaonle con lo spaccio?
(cioè, più spacci più ti ingelli)
2) perchè la panza ha un rapporto direttamente proporzioanle con il puttanesimo in tarda età?
(bha...chi li capisce questi uomini, in tenuta d'ufficio, che occhieggiano, ah ah birbanti, con la prostituta ciccionissima, e magari la moglie che sta sudando in palestra...)
3) perchè il traffico degli spacciatori, dei ladruncoli, dei teppistelli è sempre contro mano?
(ma che fanno l'agguato da dietro?)
4) chi cacchio è che mi ha paerto lo zaino e, trovandoci dentro le mie scarpe, ha deciso di non rubare più nulla?
(ehi man, chiunque tu sia, i miei piedini numero 40 portano scarpe di solito bellissime, hai perso un affare)

a tra poco.
se avrò risposte le scriverò.
per ora ho comprato il pitone.




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7 novembre 2007


Comandi!

Chiudete gli occhi.
Inspirate profondamente.
Gonfiate le guance come una rana.
Espirate e rilassatevi.

Oggti sfatiamo un mito.
Comandare non è un male. Ripeto e ripete con me.
Co-man-da-re-non-è-un-ma-le.
Reppatelo
Comandarenonèunmale
Jazzatelo
Sussurratelo
psssss...comndare non è un male.....

Ci sono precondizioni per un buon comando (responsabilità, accoglienza, comoprensione, flessibilità), ma il comando non è un male.
Mi viene un dubbio. Chi accusa le persone che comandano forse non ha la fiducia per credere nelle decisioni altrui?

Ehi voi, criticoni!
Comandare non è un male. Non comandare se puoi invece lo è.

ps: ogni riferimento a vicende personali non è affatto casuale. Anzi.




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30 ottobre 2007


Tre lettori. I prefriti.

"Ma allora, non ho capito, qual'è il tuo scrittore preferito?".
Chi non l'ha mai chiesto, magari in un attimo di ilenzio imbrazzante, o per risultar simpaica e non oca-carina-rompiballe al migliore amico del proprio ragazzo, o per avere complicità con quello che c'ha un culo...pardon...culo mai visto, oppure per fare la parte della prima della classe.
Però, che noia.
Io ho una fortuna immensa, un regalo, una specialità.
Non ho lo scrittore preferito, ma ho tre, dico TRE, lettori preferiti.

1. La persona più intelligente che abbia mai non dico conosciuto, ma incontrato. Ha lo sguardo assonnato ma osserva; pochi capelli ma messi al posto giusto come il ciuffo di Superman; le risposte pensate e qualcuna più irruente pr cui litighiamo. Nella vita disgena case e da piccola, già aspirante comunicatrie, raccontavo a tutti che le faceva rotte, come le vedevo sui cantieri.
Il lettore nulmero 1 è mio padre.

2. La ragazza più arzigogolata di tutte, che fa la dura ma è sentimentale fino ll'ultimo pelo superfluo dell'ascella, quello che nessuna ceretta stacca. Ha la faccia da sedicenne e non ricordarle che di anni ne ha 28, messi in fila, e che dire: non sono mica troppi. Quella che sogna e poi torna alla realtà, e voi regalargiela più azzurra e verde (avrei detto giallo blu...viterbese!!), magari comprandole le lenti colorate. Che tanto lo so che basta un tè verde commercio equo e solidale e sta meglio, che fa ridere tutti.
La lettrice numero 2 è Nonne.

3. Il pubblicitario della Coop centro Italia, che ormai è una persona importante e se decidete di comprare il riso basmati dall'India in formato Coop attenzione: in fondo c'è il suo zampino. Sa sempre qualcosa più degli altri, o la capisce prima ma non lo fa pesare, anzi ti fa sentire quella che vede sempre giusto. E te ci prendi tanto gusto che anche se per anni non lo vedi pensi che Villa Umbra ha due meriti: il lavoro che hai trovato e lui.
Il lettore numero 3 è Daniele.

Whè...che dire. Benvenuti nel mio mondo e restateci. Miei lettori preferiti.




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4 ottobre 2007


Free Burma





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28 settembre 2007


Red Birmania

Per i monaci oggi indossiamo qualcosa di rosso.
Che è il colore della pce, quella vera, quella che non oppone rabbia alla violenza, che davanti al sangue, al dolore, ai proiettili che spaccano il cervello, al fango che entra nelle ferite, prega.
cammina, respira, vive con tutta lanpace del mondo in un solo gesto, in uno sguardo senza odio, disarmante e vivo.
una lacrima di emozione.




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22 settembre 2007


un sabato italiano

è per questo che mi paice il sabato.
per la luce che entra dalle persiane, con la voce di Cristian (senza h) il meccanico che bestemmia in dialetto, del fioraio ch chiama il cane che omai il quartiere l'ha adottato, e del bambino coreano che scende le scale con la mamma, che non si capisce come abbia fatto a partotrirlo, piccola com'è.


ma soprattutto è per quest'altro che mi paice il sabato.
per un terrone biondo che sa cucinare le linguine con il polpo e passa un'ora in cucina tra melenzane, pomodori pachino, pesce e prezzemolo, mentre io sto sul divano a giocare con la PSP portatile (e modificata), e mi ricordo quando avevo il game boy con tetris (e me lo prtavo anche al bagno, poi uno dice la stitichezza...)

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>>

per il tempo che ho da perdere a scrivere queste cose qui, con un bicchiere di latte di mandorle, una prugna gialla mezza morsa e degli orecchini anni ottanta da indossare nel posto più fricchettone di roma.
perchè ci si distingue sempre. soprattutto il sabato

(lacca della nonna e calze dorate...ohhhhhh yeah!)




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18 settembre 2007


essenza, sostanza, pazienza, oreste bbum!

 A volte ritornano,  se lo diceva anche Stephen King, magari con i piedi scalzi appoggiati ad un tavolinetto fronte divano scassato, Punk in Drublic style, bottiglia di birra scialita e lieve odore di formaggino per la stanza (ecco, così mi immagino la famosa living room...che dire...tres chic), se lo diceva lui insomma, posso dirlo anche io.

A volte ritornano, e se non è per fare piacere è per terrorizare, inquietare, far chiedere "ma perchèèè? perchèèè?" in un urlo impietoso, con le lacrime agli occhi, ormai rossi, e un'ascia che sbraca la prota di legno, netta, in due, e magari era solo perchè la pipì era imminente.

A volte ritornano, e così sono tornata.

Per parlare di essenza, sostanza, pazienza, oreste bbum!
(frase in memoria di un matrimonio in cui un invitato ubriaco ha lanciato un coretto solitario incitante la sposa a darsi da fare per non restare illibata. Magia dell'alcol e delle finezza!)




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